This is default featured slide 1 title

You can completely customize the featured slides from the theme theme options page. You can also easily hide the slider from certain part of your site like: categories, tags, archives etc. More »

This is default featured slide 2 title

You can completely customize the featured slides from the theme theme options page. You can also easily hide the slider from certain part of your site like: categories, tags, archives etc. More »

This is default featured slide 3 title

You can completely customize the featured slides from the theme theme options page. You can also easily hide the slider from certain part of your site like: categories, tags, archives etc. More »

This is default featured slide 4 title

You can completely customize the featured slides from the theme theme options page. You can also easily hide the slider from certain part of your site like: categories, tags, archives etc. More »

This is default featured slide 5 title

You can completely customize the featured slides from the theme theme options page. You can also easily hide the slider from certain part of your site like: categories, tags, archives etc. More »

 

Previsione del seeing

l seeing è un termine tecnico, utilizzato in astronomia per indicare la condizione di visibilità del cielo.

Per indicare la qualità del seeing si usa la scala introdotta dall’astronomo E. Antoniadi (in questo caso invertita)

LA SCALA DEL SEENING DI ANTONIADI:
Seeing V: Eccezionale immagine perfetta e immobile.
Seeing IV : Buono lunghi intervalli con l’immagine ferma.
Seeing III: Medio immagine tremolante con momenti di calma.
Seeing II : Cattivo immagine in costante tremolio.
Seeing I : Pessimo immagine molto perturbata.

http://www.meteoblue.com/en_GB/point/forecast/tab/b/8/f/18343/c/it
ATTENZIONE:
Si precisa infine che la scala utilizzata è in 5 gradini da 1 a 5 dove 1 equivale al seeing V della scala Antoniadi (ottimo) mentre 5 equivale al seeing 1 (pessimo) e i dati si riferiscono alla città di Palermo.

 

 

 

Calcolo del dew point

Cliccando su link qui sotto potrete calcolarvi il dew point (punto di rugiada). Basta infatti  inserire il valore della temperatura e dell’umidità relativa.

http://www.dpcalc.org/

Meteo

Immagine da satellite dell’Europa

 

 

 

Immagine da satellite dell’Italia

 

Temporali live Europa

 

 

 

Top nubi Sicilia

http://wwwold.meteoam.it/modules.php?name=viewImagesMeteoSat&fileName=satelliti/topNubi/ixeur06.gif&width=400&height=400&frame=75

 

Webcam

di Piano Battaglia (PA) 1580 m s.l.m. nel comprensorio del Madonie

 

Previsione/Sviluppo CB

http://wwwold.meteoam.it/modules.php?name=viewImagesMeteoSat&fileName=satelliti/nefo/nefodina.gif&frame=75

Radiosondaggio stazione di Trapani Birgi (14 m)

http://old.meteonetwork.it/index.php?sezione=radiosondaggi&subsect=attuale&dett=16429

Carta delle fulminazioni

http://www.meteopalermo.it/Default.aspx?tabid=375

Sat + isobare e fronti

 

 

 

Venti in Europa

 

 

Temperature attuali in Europa

 

Situazione in Europa/Analisi da satellite

 

Previsioni Mari

http://www.centrometeosiciliano.com/Previsioni-Mari.html

Situazione ed Anomalia Ghiacci Artici (Polo Nord)

 

Situazione ed Anomalia Ghiacci Artici (Polo Sud)

 

 

Glossario meterologico

http://www.meteopalermo.it/Default.aspx?tabid=169

Si ringrazia sia per la concessione del materiale,

che per la gentile collaborazione l’Associazione MeteoPalermo

 

News Astronomia

In questa sezione suggeriamo dei links e degli articoli su le ultime notizie in campo astronomico, astronautico ed astrofilo

http://www.inaf.it

 

http://www.media.inaf.it

 

http://www.media.inaf.it/category/news/

 

http://www.cieloblu.it/

 

http://www.oapd.inaf.it/urania/2010/sfw/flash.htm

 

http://www.media.inaf.it/gallery/main.php

 

http://www.coelumstream.com/index.php?go=video&sub=sez&id=7

 

 

Nessun Big Bang, nessuna fine

Una nuova teoria per l’Universo

Il nostro cosmo non ha avuto un momento iniziale e non morirà: è in continua evoluzione, mentre massa, tempo e spazio possono convertirsi l’uno nell’altro. Fa discutere lo studio di un ricercatore di Taiwan, che permette di risolvere molti misteri, ma presenta alcune incoerenzedi LUIGI BIGNAMI.

NESSUN inizio, nessuna fine, ma un Universo in continua evoluzione, dove massa, tempo e spazio possono convertirsi l’uno nell’altro. Un Universo dunque, senza Big Bang e senza fine. Questo è il cosmo in cui viviamo, così come lo ha concepito e definito Wun-Yi Shu della National Tsing Hua University di Taiwan, che permette di risolvere molti problemi ancora aperti della teoria oggi comunemente accettata, che vuole che l’Universo in cui viviamo sia nato dal Big Bang.

Nell’Universo di Shu sono quattro gli elementi in contrasto con l’attuale teoria dell’evoluzione del cosmo e che ne danno una nuova visione. Il primo: la velocità della luce e la “costante gravitazionale” non sono costanti, ma variano con il tempo. Il secondo: il tempo non ha avuto né inizio, né fine, quindi non c’è stato alcun Big Bang. Il terzo: la sezione spaziale dell’Universo è paragonabile ad una sfera a più di tre dimensioni, un’immagine inconcepibile con la fantasia umana, ma che si spiega solo matematicamente. Il quarto, infine: l’Universo vede momenti di accelerazione e decelerazione nella sua espansione.

L’ipotesi di Shu vede da una nuova prospettiva le entità che stanno alla base dell’Universo, in  quanto il tempo e lo spazio si possono convertire l’uno nell’altro con la velocità della luce come fattore di conversione. La massa e la lunghezza sono anch’esse intercambiabili: la conversione dipende dalla “costante gravitazionale”, che è variabile nel tempo, e dalla velocità della luce, anch’essa variabile. Secondo questa nuova complessa visione, quando l’Universo è in espansione il tempo si converte in spazio e la massa in lunghezza. Quando l’Universo si contrae avviene il contrario.

“Nella mia visione dell’Universo la velocità della luce è un fattore di conversione tra il tempo e lo spazio, in quanto è semplicemente una delle proprietà della geometria dello spazio-tempo”, spiega Shu, il quale continua: “Poiché l’Universo è in espansione si può ipotizzare che in fattore di conversione vari in rapporto a tale espansione e dunque la velocità della luce varia con il tempo cosmico”.

Questa nuova concezione del cosmo in cui viviamo, tra l’altro, dà modo di spiegare la sua espansione senza ricorrere all’”energia oscura” che, secondo i canoni attuali, compone il 73% dell’Universo (il 23% è materia oscura e solo il 4% è materia ordinaria, quella di cui sono composte le stelle, i pianeti e tutto l’Universo visibile). Dell’energia oscura non si sa nulla e rimane il più grande mistero per gli scienziati.

Alcune critiche, tuttavia, sono già state mosse alla nuova teoria. Le più vigorose vengono da Michael Drinkwater, astronomo alla Univesity of Queelsland, il quale sottolinea come vi siano numerose prove che la velocità della luce è costante e non cambia con il tempo come sostiene Shu. La quantità di idrogeno, elio e altri elementi presenti nell’Universo, inoltre, sono coerenti con la nascita dell’Universo attraverso il Big Bang. Un’altra problematica riguarda la “radiazione cosmica di fondo” che, nel modello del Big Bang, corrisponde alla radiazione residua delle fasi iniziali della creazione dell’Universo e ne è considerata una conferma chiave. Shu è consapevole di queste controversie, ma secondo l’astrofisico è solo una questione di tempo e anch’esse troveranno una spiegazione nell’Universo infinito.

Repubblica 03 agosto 2010

 

Quanti gemelli della Terra


“Forse sono 100 milioni”

La sonda Kepler scova 140 mondi simili al nostro in un campione di 1160 sistemi. Facendo le dovute proporzioni, significa che i pianeti che ci somigliano sono molti di più di quanto si pensasse. Cautela nella comunità scientifica

ROMA - E’ dai tempi di Copernico che l’uomo si domanda se nell’universo ci siano altri pianeti come la Terra. Oggi la scienza mette a segno una risposta interessante: non solo i pianeti simili al nostro ci sono, ma sono anche un bel po’. Su un campione di 1160 sistemi analizzati nella Via Lattea, ne sono stati individuati 140. Complessivamente, dunque, nella nostra galassia potrebbero esserci anche 100 milioni di gemelli della Terra.

Il dato proviene da “Kepler”, la sonda Nasa da 600 milioni di dollari, lanciata nello spazio nel marzo 2009 proprio per setacciare l’universo alla ricerca di nuovi mondi. La notizia è stata data in anticipo sull’uscita dei risultati ufficiali, prevista per il prossimo febbraio. A parlarne è stato, durante una conferenza a Oxford, il ricercatore bulgaro Dimitar Sasselov, docente di astronomia e direttore del progetto “Harvard Origins of Life”: “I pianeti come la Terra ci sono, la nostra galassia ne è piena”, ha detto Sasselov dell’università di Harvard, intervenendo alla “TEDGlobal conference1“, un evento prodotto da un’organizzazione noprofit. “Solo che, con il nostro piccolo telescopio, nei prossimi due anni riusciremo ad analizzarne al massimo una sessantina”.

Questi pianeti sono paragonabili al nostro non perché abitati o abitabili, ma perché di dimensioni similari, ovvero con un raggio inferiore al doppio di quello terrestre. La rivista “Science” riferisce che Sasselov ha mostrato un grafico che illustra la distribuzione di circa 265 pianeti esaminati da “Kepler”, 140 dei quali etichettati come “simili alla Terra”.

Una novità molto interessante, considerando che da quando la tecnologia ha cominciato, 15 anni fa, a intercettare pianeti anche al di fuori del nostro sistema solare, la stragrande maggioranza di quelli individuati sono stati classificati “giganti gassosi”, come Giove, e non “mondi rocciosi”, come la Terra o Marte.

L’intervento dello studioso si intitolava “On Completing the Copernican Revolution” (“sul completamento della rivoluzione copernicana”) e ha scatenato un polverone nella comunità scientifica, che ancora tiene queste informazioni a distanza di sicurezza, in attesa di riscontri più approfonditi. Con l’inizio del 2012 potrebbe delinearsi un’idea concreta di quanti sono i pianeti simili al nostro nella galassia, ma è ancora presto per trarre conclusioni.

 

Repubblica, 28 luglio 2010

 

Eratostene – esperienza con l’altezza delle stelle

1 – Per misurare la lunghezza della circonferenza terrestre, Eratostene confrontò la lunghezza delle ombre in due punti diversi dell’Egitto nello stesso istante; erano situati sullo stesso meridiano ed erano alquanto distanti tra loro.

 

2 – Si può arrivare allo stesso risultato con un metodo analogo: invece di misurare la lunghezza delle ombre, si può misurare l’angolo compreso tra la direzione verticale e la direzione individuata da una stella.

 

3 – Per effettuare questo esperimento, si devono compiere due osservazioni simultanee in due località distanti almeno 300 chilometri e aventi la stessa longitudine.

 

4 – L’esperimento si basa sulle seguenti ipotesi: 1) la sfericità della Terra; 2) il filo a piombo punta verso il centro della Terra; 3) la distanza della Terra dalle stelle è molto più grande del diametro terrestre e, implicitamente, i raggi provenienti dalla stella sono paralleli.

Supponiamo che i due osservatori siano situati nei punti A e B, aventi tra loro una distanza s. Gli osservatori guardano contemporaneamente la stessa stella quando essa passa al meridiano. Entrambi ne misurano l’altezza, cioè l’angolo tra la verticale (indicata dal filo a piombo) e la direzione della stella.

 

 

5 – Si può mettere in relazione l’angolo thetaA in A con l’angolo thetaB in B e l’angolo phi compreso tra i due raggi terrestri.

Nel triangolo curvilineo ABO si ha: phi = (thetaAthetaB).

Se si indica con C la lunghezza della circonferenza terrestre e con s l’arco di meridiano, si può scrivere la proporzione:  s : C = phi : 360°, da cui:  C = (s . 360) / phi.

 

Simulazione

 

 

 

1 – Longitudine Est di Osimo e di Bagheria: 13° 29′.

Distanza Osimo-Bagheria (in linea d’aria): km 598,84 (s)

 

 

2 – Il 23 giugno 2010 Antares culmina alle ore 23.28.24.

Altezza di Antares misurata per Osimo: 20° 6′ 15″,69 (thetaB)

 

 

3 – Altezza di Antares misurata per Bagheria: 25° 29′ 26″,66 (thetaA)

 

 

4 – phi = (thetaAthetaB) = 5° 23′ 10″,97 = 5°,3863806.

 

s : C = phi : 360°, da cui:  C = (s . 360°) / phi = (598,84 . 360°) / 5°,3863806 = km 40.023,6

 

Valore reale: km 40.041,5.

 

Il cielo nel mese di Luglio 2014

.

Il Cielo Del Mese di Luglio 2014

Per una visione completa cliccare qui

 

Sotto i cieli del Parco 5° edizione

Schermata 2014-07-19 alle 12.16.44

Manifestazione a supporto della candidatura MaB (Man and the Biosphere) – UNESCO

del Parco Nazionale della Sila

Dopo il grande successo delle prime quattro edizioni di “Sotto i Cieli del Parco”, il quinto appuntamento va a consolidare la proficua collaborazione tra il Parco Nazionale della Sila e l’associazione astronomica “Star Freedom Onlus” che ha rinnovato il proiettore del planetario, puntando verso una definitiva digitalizzazione delle immagini, delle animazioni e della loro gestione.

In un momento particolarmente importante per il Parco Nazionale della Sila, candidato al riconoscimento come Riserva della Biosfera nell’ambito del programma MaB (Man and Biosphere) dell’Unesco, le attività proposte dalla nostra associazione si prefiggono di migliorare il rapporto tra uomo e ambiente e sposano appieno il lavoro dell’Ente Parco teso alla conservazione delle risorse naturali, alla riduzione della perdita di biodiversità e all’attuazione di uno sviluppo sostenibile. In tal senso la salvaguardia delle “oasi di buio”, attraverso politiche che mirino all’abbattimento dell’inquinamento luminoso, sempre più crescente anche nelle aree protette, conduce a una relazione maggiormente equilibrata fra la comunità umana e gli ecosistemi.

Le attività proposte al pubblico dalla manifestazione “Sotto i Cieli del Parco” (lezioni a tema al planetario e serate osservative) sono da sempre orientate a indurre nei visitatori del parco una maggiore consapevolezza dell’ambiente naturale nella sua completezza, che comprende, non solo il paesaggio diurno, ma anche quello notturno, puntando ad a una fruizione di quest’ultimo, invitando abitanti e visitatori a godere dei luoghi in cui anche il buio è protetto.

Infatti il primo effetto dell’inquinamento luminoso è l’impoverimento dei cieli stellati delle aree urbane. L’eccessiva illuminazione priva l’uomo del cielo stellato, facendo perdere il contatto con quella che è una parte della natura e quindi una parte dell’uomo stesso, mentre nelle aree naturali la volta celeste offre ancora il raro spettacolo della notte piena di stelle. Recenti studi confermano che piante e animali sono fortemente danneggiati dall’eccesso di luce, causando alterazioni nell’equilibrio del ciclo naturale “notte-giorno”. In tal senso la salvaguardia del buio si realizza sia attraverso l’istituzione di vincoli e di specifiche riserve sia sviluppando una crescente sensibilità delle comunità locali verso uno sviluppo che risulti “sostenibile” per la biosfera e per il patrimonio naturale notturno che questa comprende.

Il cielo è un patrimonio naturale proprio come una qualsiasi riserva naturale terrestre: l’UNESCO nel 1992 ha dichiarato il cielo stellato “patrimonio mondiale” da proteggere e conservare con ogni mezzo. I parchi naturali, come quello della Sila, possiedono ancora delle isole di buio per le generazioni future, i luoghi nei quali sarà possibile, specialmente in paesi densamente popolati come il nostro, osservare l’integrità del paesaggio notturno.

La novità del 2013 è rappresentata da un unico ed inedito spettacolo al planetario, su quello che è il tema astronomico centrale a cavallo della notte di San Lorenzo: “Le Stelle Cadenti”. Questo è infatti il titolo dello spettacolo che verrà presentato al planetario, una volta in ciascuna delle tre giornate dedicate agli spettacoli in cupola. La nuova lezione si svilupperà ammirando lo spettacolo delle meteore all’interno della cupola, verrà spiegata l’origine del fenomeno e lo sguardo degli spettatori si spingerà verso le comete e la loro connessione con le meteore e con l’origine dell’intero Sistema Solare.

Gli altri spettacoli saranno intitolati: “Le notti stellate d’estate della Sila”. Questi si articoleranno attorno alla scoperta del cielo del periodo, le costellazioni visibili durante la serata osservativa, i pianeti e gli oggetti del profondo cielo osservabili al telescopio.

San Giovanni in Fiore “Natale sotto le stelle”

Schermata 2014-07-19 alle 12.19.09

In vista delle festività natalizie l’Associazione Onlus Star Freedom propone i suoi servizi alle amministrazioni comunali come un’occasione per arricchire e diversificare quei programmi che animano le strade e le piazze dei comuni più vivaci.

Un planetario, da efficace strumento didattico, può trasformarsi, semplicemente adattando immagini e contenuti, in un’occasione per la scienza di diventare spettacolo e divertimento per tutti, un’attrazione per i turisti e per gli stessi abitanti della città.

Il planetario itinerante più grande del sud d’Italia al centro della città, con la sua struttura che incuriosisce e le animazioni che stupiscono: una formula già sperimentata con grande successo.

“Natale sotto le stelle” è un progetto promosso dall’Associazione Onlus Star Freedom, teso alla collaborazione tra il Comune di San Giovanni in Fiore (CS) ed una realtà associativa che si avvale, oltre che del più grande planetario itinerante del Sud d’Italia, anche di una moderna strumentazione ottica per l’osservazione astronomica.

Ciò che si propone è un vero e proprio gemellaggio per diffondere la cultura del cielo stellato.

Sotto i cieli del Parco 3° edizione – VIDEO

Schermata 2014-07-19 alle 12.31.54

 

TGR Calabria del 09/08/2011

 

Novità!!! Il planetario diventa digitale

Schermata 2014-07-19 alle 12.31.35

Il proiettore (ottico-meccanico e digitale insieme)

 

Siamo l’unica associazione in Italia ad avere a disposizione due tecnologie differenti per la proiezione del cielo. Da quest’anno infatti, al classico proiettore ottico verrà affiancato un moderno proiettore digitale. Quest’ultimo, grazie alle possibilità offerte dalla multimedialità, amplia enormemente il ventaglio di proposte didattiche e divulgative per il pubblico, attraverso nuovi effetti sonori e visivi.

Il proiettore ottico-meccanico è in grado di proiettare le immagini di oltre 2200 stelle, dei pianeti, del Sole, della Luna, ma anche di Via Lattea, nebulose, galassie riuscendo nel contempo a riprodurne i movimenti relativi.

La proiezione di questi corpi celesti avviene per mezzo di fori stenopeici e lenti situati sulla superficie di una sfera al cui interno è posizionata una particolare lampada.

Il proiettore digitale integra, alle funzioni del proiettore classico, la possibilità di proiettare materiale audio-video, animazioni ed effetti speciali che rendono più suggestivo lo spettacolo.

L’Associazione Star Freedom, sempre alla ricerca delle migliori soluzioni da offrire al proprio pubblico, ha adottato una tecnica che prevede l’utilizzo contemporaneo, nel corso del medesimo spettacolo, dei due proiettori, sfruttando così al meglio le possibilità offerte dalle due diverse tecnologie, ottica e digitale.

Dove infatti il digitale non ha ancora raggiunto l’eccellenza, nel realismo della simulazione del cielo stellato, interviene il proiettore ottico, l’unico che ad oggi riesce a regalare stelle perfettamente definite e puntiformi insieme ad una notevole sensazione di profondità del cielo e oscurità della notte.

L’Esperienza di Eratostene

1 – Quando si parla della cultura dei greci spesso ci si riferisce alla filosofia ed alle grandi opere che essi ci hanno tramandato, ma non bisogna mai dimenticare quei personaggi storici, che pur condividendo i principi con i grandi pensatori del tempo, si sono distinti invece in settori ben diversi.

Uno di questi, Eratostene, viene ricordato per una sua grande impresa nel campo astronomico: la misurazione del meridiano terrestre. Un’opera che ai nostri giorni non susciterebbe tanto clamore immersi come siamo in un mondo tecnologico, ricco di strumenti che avrebbero compiuto il lavoro per noi. Ma il merito dello studioso greco, vissuto nel terzo secolo avanti Cristo, sta proprio in questo. Ai suoi tempi infatti non esistevano i computer, ne tanto meno le sonde spaziali, ed il suo lavoro era frutto solo ed esclusivamente dell’ingegno o del Logos come lo chiamavano loro.

 

2 – Eratostene di Cirene (in greco: Έρατοσθένης; Cirene, 276 a.C.Alessandria d’Egitto, 194 a.C.) è stato un matematico, astronomo, geografo e poeta. Fu uno degli intellettuali più versatili della sua epoca. Terzo bibliotecario della Biblioteca di Alessandria e precettore di Tolemeo IV Filopatore, è oggi ricordato soprattutto per aver misurato per primo con grande precisione le dimensioni della Terra.

 

3 – Egli sapeva che a Siene (l’attuale Assuan, che si trova a circa 800 km a sud-est di Alessandria), in un momento preciso dell’anno, il Sole illuminava il fondo dei pozzi. Questo evento si ripeteva ogni anno a mezzogiorno del solstizio d’estate e dipendeva dal fatto che i raggi del Sole cadevano verticalmente.

 

 

4 – Infatti Siene si trova presso il Tropico del Cancro, che è uno dei due tropici della Terra, quello situato nell’emisfero boreale (emisfero nord). Il suo equivalente nell’emisfero australe è il Tropico del Capricorno. Corrisponde al parallelo più settentrionale in cui il Sole culmina allo zenit almeno un giorno all’anno (nel solstizio d’estate); più a nord, quindi, i raggi del Sole non cadono mai perpendicolari alla superficie della Terra.

 

5 – Il Tropico del Cancro deve il suo nome al fatto che in passato il Sole, nel solstizio d’estate, si trovava nella costellazione del Cancro; questo oggi non è più vero, a causa del fenomeno della precessione degli equinozi, per cui il Sole si trova nei Gemelli.

 

6 – In quel momento, un bastoncino piantato verticalmente a Siene non avrebbe proiettato nessuna ombra. Egli notò che ad Alessandria, dove egli viveva, nello stesso giorno e alla stessa ora i raggi del Sole non erano perpendicolari, ma formavano un angolo di 7,2° con la verticale.

 

7 –  Eratostene assunse, correttamente, che la distanza del Sole dalla Terra fosse molto grande e che quindi i suoi raggi fossero praticamente paralleli quando raggiungono la superficie terrestre. Inoltre considerava che la Terra dovesse avere forma sferica.

La differenza di inclinazione di 7,2° dipende dalla curvatura della superficie terrestre che cambia il punto di vista dal quale gli abitanti delle due città vedono il Sole.

 

8 – Si nota che l’angolo formato dai raggi solari rispetto alla verticale è congruente con l’angolo al centro della Terra. Questo perché i due angoli considerati sono alterni interni, formati da una retta (r) che interseca due rette parallele (i raggi solari).

Si tratta quindi di una “distanza angolare” tra le due città, pari a un cinquantesimo dell’angolo giro (360 : 7,2 = 50). Ciò significa anche che la distanza “effettiva” tra le due città (ritenuta di 5.000 stadi) è un cinquantesimo della circonferenza terrestre. Eratostene moltiplicò per 50 questo valore, ottenendo 250.000 stadi: la prima misura scientifica della circonferenza terrestre.

 

 

 

 

9 – A quel tempo la stima di distanze così grandi, misurate a passi, era sicuramente molto imprecisa; inoltre è molto difficile stabilire una corrispondenza esatta tra lo stadio e il metro attuale. Di conseguenza non è facile determinare il margine di errore dei risultati ottenuti da Eratostene. La lunghezza dello stadio greco è una misura molto incerta variando dai 154 metri ai 215 metri.  Secondo le opinioni più accreditate, lo stadio usato da Eratostene corrispondeva a 185 metri attuali: ne risulterebbe così una circonferenza terrestre di 46.250 km, un dato che, nonostante superasse di oltre 6.000 km la misura accettata attualmente, era comunque molto buono, tenuto conto dell’imprecisione degli strumenti utilizzati e delle assunzioni di quel tempo.

Secondo altri autori, Eratostene arrivò molto più vicino: lo stadio doveva essere lungo 157,5 metri e quindi la circonferenza calcolata da lui corrispondeva a 39.690 km, un dato di sconcertante attualità!

 

10 – L’esperimento di Eratostene trasformò la geografia e l’astronomia. Innanzitutto permise a qualsiasi geografo di stabilire la distanza fra due località di latitudine nota, per esempio fra Atene e Cartagine, o fra Cartagine e la foce del Nilo. Permise a Eratostene di calcolare grandezza e posizione del mondo abitato noto, e fornì ai suoi successori un metro per cercare di determinare altre dimensioni cosmiche, come le distanze da noi alla Luna, al Sole e alle stelle. In breve, l’esperimento di Eratostene trasformò l’immagine che gli uomini avevano della Terra, della posizione della Terra nell’universo (o almeno nel Sistema Solare) e del posto dell’uomo nell’universo.