Mariupol, al via la russificazione dei bambini: così Putin vuole cancellare dalla vita degli alunni la storia dell’Ucraina

Dai passaporti all’istruzione, Mosca tenta di «russificare» i territori ucraini appena sottratti alla sovranità di Kiev. E dopo l’accesso facilitato per ottenere la nazionalità russa, punta alla scuola, ai bambini. A denunciarlo su Telegram è, ancora una volta Petro Andriushchenko, il consigliere del sindaco di Mariupol, la città rasa al suolo e caduta in mano russa la scorsa settimana dopo tre mesi di strenua resistenza ucraina nei cunicoli dell’acciaieria Azovstal. Secondo il consigliere, le autorità occupanti hanno deciso di prolungare l’anno scolastico – brutalmente interrotto con l’invasione del 24 febbraio – fino al primo settembre per preparare gli alunni al curriculum russo in tempo per l’anno nuovo, con l’obiettivo di «de-ucrainizzare gli scolari».

Mariupol, russificazione dei bambini

«Per tutta l’estate dovranno studiare lingua, letteratura e storia russe, e la matematica in russo», ha spiegato Andriushchenko. «Gli occupanti hanno in programma di aprire nove scuole. Tuttavia – ha sottolineato – finora sono riusciti a trovare solo 53 insegnanti, sei per scuola: questo è un buon esempio dell’istruzione a Mariupol sotto l’occupazione russa». Si tratterebbe in sostanza dello stesso processo di «indottrinamento» destinato agli ucraini deportati in Russia, circa un milione e mezzo di cittadini secondo gli ultimi dati forniti da Kiev. Di questi almeno 230 mila sono bambini, ha denunciato il consigliere della rappresentanza ucraina all’Onu, Sergiy Dvornyk: «Il rapimento di almeno 230 mila bambini ucraini, deportati con la forza in Russia, è un crimine volto a distruggere la nazione ucraina privandola delle giovani generazioni, che è una moderna manifestazione di colonialismo», ha detto ieri al Palazzo di Vetro. Ancora secondo Andryushchenko, a Mariupol le autorità russe hanno installato anche 12 maxi schermi per le strade da cui trasmettere la loro «propaganda ostile».

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